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Youth against corruption: una tavola rotonda all’Università Tor Vergata

Youth against corruption: una tavola rotonda all’Università Tor Vergata

Venerdì 17 febbraio, presso la facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata, si è tenuta una tavola rotonda conclusiva della prima edizione del Master Anticorruzione. Moderatore del convegno, il Dott. Filippo Cucuccio, giornalista e direttore generale di ANSPC (Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito), che ha introdotto i vari ospiti. Sono

Venerdì 17 febbraio, presso la facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata, si è tenuta una tavola rotonda conclusiva della prima edizione del Master Anticorruzione. Moderatore del convegno, il Dott. Filippo Cucuccio, giornalista e direttore generale di ANSPC (Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito), che ha introdotto i vari ospiti. Sono intervenuti diversi esponenti della società civile, giornalisti e studenti universitari. La prima a prendere la parola è stata Priscilla Robledo, project manager per “Riparte il Futuro, che ha illustrato come la società civile organizzata italiana fa advocacy anticorruzione. Anche Federico Anghelé, responsabile di policy e delle relazione di istituzionali per “Riparte il Futuro, si è concentrato sulle campagne “Braccialetti Bianchi” e “Sai chi voti” per spiegare come portare trasparenza nelle elezioni politiche e amministrative. Di trasparenza nei bilanci e nelle amministrazioni locali, si è occupato, invece, Vittorio Alvino di “Openpolis”, raccontando l’esperienza di ”Openbilanci”. Ha successivamente preso la parola Claudio Cesarano di “Diritto di Sapere”, illustrando quello che è considerato il più grande successo della società civile negli anni 2014-2016: il “freedom of information act”, oltre a presentare l’azione della coalizione “Foia4Italy”. Davide Del Monte di “Transparency International Italia”, ha, invece, introdotto il tema della protezione dei “whistleblower” e della trasparenza dei flussi finanziari: differenza dei target e differenza di approccio alla campagna. Alexandra Komocz, studentessa di Tor Vergata, facente parte del blog “NOi contro la corruzione”, ha dimostrato come un semplice gruppo di studenti universitari possa agire promuovendo eventi per sensibilizzare il corpo studentesco su un tema così delicato. Infine, ho avuto il piacere di chiudere questa tavola rotonda con le mie riflessioni sul tema “Youth against corruption”, a termine di un confronto estremamente interessante. Personalmente sono convinta che ci debba essere una rivoluzione culturale che parta dal basso, attraverso una cultura diffusa della legalità e del rispetto delle regole. Però è anche vero che c’è chi, pur definendo le regole, finisce poi per non rispettarle, mandando un segnale estremamente negativo alla base e non permettendo al cittadino di monitorare l’azione politica del suo rappresentante. Dunque la trasparenza è il primo passo fondamentale: senza di essa, infatti, non può esserci un giudizio, né un’interpretazione dei dati raccolti. Oggi, rispetto al passato, noi parlamentari siamo giustamente soggetti ad un controllo più penetrante, anche se questo non basta. Ritengo dunque necessario avviare un percorso di sensibilizzazione per le istituzioni. A volte non ci rendiamo conto che siamo solo all’inizio, e diamo per scontato conoscenza e consapevolezza diffusa riguardo al fenomeno della corruzione. A tal fine una battaglia che sicuramente può essere portata avanti assieme, concerne la promozione di momenti di confronto all’interno delle istituzioni, coinvolgendo il maggior numero di parlamentari, attraverso ad esempio dei corsi di formazione anticorruzione. Solo così può essere affrontato un tema estremamente delicato che ho particolarmente a cuore.

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