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Risposta del Sottosegretario Toccafondi alla mia interpellanza sulla responsabilizzazione degli studenti minorenni

Risposta del Sottosegretario Toccafondi alla mia interpellanza sulla responsabilizzazione degli studenti minorenni

Oggi il Sottosegretario di Stato per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Gabriele Toccafondi, ha risposta in Aula alla mia interpellanza urgente sulla responsabilizzazione degli studenti minorenni. Ho chiesto al Governo quali iniziative urgenti e non più rinviabili si intendano assumere per superare quanto prima le criticità esposte in premessa e favorire una sempre maggiore responsabilizzazione degli studenti

Oggi il Sottosegretario di Stato per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Gabriele Toccafondi, ha risposta in Aula alla mia interpellanza urgente sulla responsabilizzazione degli studenti minorenni.

Ho chiesto al Governo quali iniziative urgenti e non più rinviabili si intendano assumere per superare quanto prima le criticità esposte in premessa e favorire una sempre maggiore responsabilizzazione degli studenti minorenni, anche consentendo loro l’uscita autonoma dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni, garantendo al contempo la necessaria tutela giuridica ai dirigenti e al personale scolastico.

Ecco il video della risposta del Sottosegretario Toccafondi. In fondo trovate anche il testo integrale della mia interpellanza urgente.

 

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che:
la normativa vigente assegna alla scuola il dovere della sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui gli sono affidati, e comunque fino al subentro dei genitori o di persone da questi incaricate;
in questo ambito, con la recente sentenza n. 21593 del 2017, la Corte di cassazione si è pronunciata sulla morte di un bambino che era stato investito da un autobus sulla strada pubblica all’uscita di scuola;
dalla suddetta sentenza si evince che in caso di incidente ad un alunno minore di 14 anni fuori dall’edificio scolastico, la scuola è ugualmente responsabile, perché gli insegnanti hanno l’obbligo sia di assicurarsi che i bambini siano saliti sul bus, sia di aspettare i genitori se in ritardo. Ciò deriverebbe da un preciso obbligo di vigilanza da parte del personale scolastico di far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandando al personale medesimo la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardino;
spesso la meccanica e costante applicazione di queste norme da parte dell’istituto scolastico e del suo dirigente, finisce per scontrarsi con la volontà di molte famiglie, di voler favorire una graduale e sempre maggiore autonomia e responsabilizzazione del figlio minore, a cominciare proprio dalla possibilità per quest’ultimo di poter tornare a casa da solo;
peraltro, l’eventuale autorizzazione, o liberatoria, che può essere chiesta in questi casi in base al regolamento di alcuni istituti scolastici ai genitori, per il rientro a casa da soli degli alunni minorenni, anche per il fatto di non essere supportata da una norma di rango primario, non esonera del tutto da eventuali responsabilità della amministrazione scolastica, per gli eventuali danni conseguenti alla descritta situazione;
anche in conseguenza della suddetta sentenza della Cassazione, in queste settimane, sono aumentati i presidi che hanno comunicato alle famiglie che i ragazzi iscritti alle scuole secondarie di primo grado non potranno uscire soli da scuola, e che non saranno prese in considerazione autorizzazioni o liberatorie per l’uscita autonoma degli studenti. La conseguenza di tutto ciò è l’adozione da parte di un numero sempre maggiore di scuole di comportamenti eccessivamente rigidi;
a seguito della citata sentenza della Cassazione, la Ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca, annunciava e ribadiva l’obbligo di accompagnare e riprendere i minori a scuola, in quanto «lo prevede la legge», sottolineando che il Ministero dell’istruzione non ha la funzione né la responsabilità di modificare una legge dello Stato, e comunque che «per i nonni è un grande piacere andare a prendere i nipoti». Solo successivamente, diversi giorni dopo, apriva alla possibilità di una eventuale modifica normativa volta a favorire l’autonomia dello studente minorenne –:
quali iniziative urgenti e non più rinviabili si intendano assumere per superare quanto prima le criticità esposte in premessa e favorire una sempre maggiore responsabilizzazione degli studenti minorenni, anche consentendo loro l’uscita autonoma dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni, garantendo al contempo la necessaria tutela giuridica ai dirigenti e al personale scolastico.
(2-01997)
«Cimbro, Nicchi, Bossa, Scotto, Laforgia, Roberta Agostini».

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