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Presentata l’interpellanza urgente sul caso di Berizzi, minacciato da gruppo neonazista

Presentata l’interpellanza urgente sul caso di Berizzi, minacciato da gruppo neonazista

Oggi in Aula sono intervenuta per presentare al Governo la mia interpellanza urgente, relativa al caso del giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi, il quale da tempo è ormai vittima di diverse intimidazioni e minacce da parte di gruppi neonazisti. Nonostante tutto ciò, Paolo in questi anni ha condotto diverse inchieste. Riteniamo che non si possa più

Oggi in Aula sono intervenuta per presentare al Governo la mia interpellanza urgente, relativa al caso del giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi, il quale da tempo è ormai vittima di diverse intimidazioni e minacce da parte di gruppi neonazisti. Nonostante tutto ciò, Paolo in questi anni ha condotto diverse inchieste. Riteniamo che non si possa più aspettare e che sia necessario garantire la piena applicazione della legge Scelba  e della legge Mancino. Bisogna sciogliere queste organizzazioni, che continuano ad imperversare su tutto il territorio nazionale. Non possiamo permettere che la Costituzione venga continuamente calpestata, e che i nostri amministratori locali e tutti coloro che denunciano l’avanzata dell’estrema destra nazifascista vengano lasciati soli in questo importante compito. Ci riteniamo dunque insoddisfatti della risposta del Sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, e auspichiamo che il Governo prenda al più presto provvedimenti adeguati.

Ecco il video in cui illustro la mia interpellanza urgente

Il video della replica del Sottosegretario Ferri

Infine, ecco il video della mia replica alla risposta data dal Sottosegretario

Qui sotto trovate il testo integrale dell’interpellanza urgente:

 I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell’interno, per sapere – premesso che:
   il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, da sempre attento ai movimenti neonazisti operanti in Lombardia, già vittima in passato di diverse minacce tramite il web, ha subito un ulteriore e gravissimo atto intimidatorio: qualche giorno fa la sua auto, che si trovava sotto la sua abitazione nel centro di Bergamo, è stata presa di mira da un gruppo di persone, appartenenti ad un gruppo neonazista sul quale l’inviato di Repubblica sta svolgendo inchieste da anni. Questi vandali hanno inciso diversi simboli sulla carrozzeria: un crocifisso sul cofano, una svastica su una delle portiere e un simbolo delle SS su un’altra. Dopo una serie di esposti alla procura di Varese, il cronista ha scelto questa volta di rivolgersi alla questura bergamasca per denunciare l’accaduto. Il caso è stato analizzato dal comitato di prevenzione e sorveglianza della prefettura di Bergamo che ha deciso per la sorveglianza dinamica nei confronti di Berizzi. Agenti di polizia controlleranno la sua abitazione e i luoghi che frequenterà. Della vicenda si sta occupando la Digos bergamasca, che sta cercando di individuare i colpevoli;
   già nel 2013 Berizzi, aveva ricevuto una serie di minacce da parte degli ultrà varesini «Arditi 2012», dichiaratamente di estrema destra e collegati con i «Blood and Honour» che seguono anch’essi il Varese Calcio. Quest’ultimi gli avevano dedicato un grande striscione, definendo Berizzi «un infame». Lo striscione, esposto in curva, era stato accompagnato da una serie di cori e insulti. La colpa del cronista era quella di aver pubblicato, il giorno precedente, un articolo on line dedicato ad un capo ultrà dei Varese. Si raccontava la storia di Gjoni Landi, 39 anni, albanese di Tale, capo degli «Arditi» e tra i leader dei «Blood and Honour», entrambi gruppi xenofobi e neonazisti. Nel dicembre 2016, inoltre, Berizzi aveva parlato su Repubblica dei Do. Ra., acronimo della comunità militante dei dodici raggi, che si rifà al sole nero, simbolo del castello di Wewelsburg, sede operativa delle SS. I Do.Ra., infatti, sono la più organizzata comunità nazionalsocialista operante al momento in Italia;
   da diversi anni, Paolo Berizzi, attraverso servizi e inchieste, si occupa e racconta l’estremismo politico di destra, con le sue derivazioni xenofobe e violente. Non si è mai fermato di fronte alle minacce, così come siamo certi non si fermerà ora. Non saranno volgari e vigliacche provocazioni ad impedire il suo lavoro giornalistico;
   nell’esprimere la solidarietà degli interpellanti a Paolo Berizzi, che si aggiunge a quella di molti altri colleghi deputati, del Comitato di redazione di Repubblica, e della Federazione nazionale stampa italiana, si intende riportare in questa sede, richiesta del segretario generale e del presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, i quali hanno chiesto provvedimenti immediati dopo che il Ministero dell’Interno ha disposto misure di protezione nei confronti del cronista, nella speranza che quanto accaduto sia sufficiente per intervenire e sciogliere il gruppo neonazista, in accordo coi principi costituzionali, con la legge n.  645 del 1952, la cosiddetta «legge Scelba» e la legge n.  205 del 1993, la cosiddetta «legge Mancino» –:
   se il Governo sia a conoscenza della situazione sopra esposta e quali iniziative abbia in concreto attuato e quali intenda intraprendere, per quanto di competenza, al fine di evitare che nel prossimo futuro non si ripetano i gravissimi fatti esposti in premessa;
   quali iniziative di competenza si intendano assumere per assicurare il rispetto della legalità e del valori e dei principi affermati nella Costituzione e impedire che il nostro Paese divenga ancor di più luogo fertile per l’insediamento di realtà di ispirazione fascista, xenofoba e razzista;
   quali iniziative urgenti intenda assumere il Governo per prevenire l’esponenziale crescita di realtà di ispirazione neofascista, xenofoba e razzista, nelle provincie lombarde e se non intenda adottare iniziative specifiche per prevenire, per quanto di competenza, che in futuro si organizzino raduni di organizzazioni nazifasciste come avvenuto nel recente passato;
   quali iniziative di competenza si intendano assumere affinché venga applicata rigorosamente la legislazione vigente in materia, in particolare la cosiddetta «legge Scelba» e la cosiddetta legge «Mancino».
(2-01750)
«Cimbro, Carlo Galli, Fitzgerald Nissoli, Marzano, Giuseppe Guerini, Schirò, Fossati, Gandolfi, Pastorino, Rubinato, Zaccagnini, Lacquaniti, Andrea Maestri, La Marca, Capozzolo, Carnevali, Simonetti, Fontanelli, Luciano Agostini, Rabino, Locatelli, Franco Bordo, Piras, Albini, Martelli, Zappulla, Capodicasa, Giorgio Piccolo, Formisano, Mognato, Melilla, D’Attorre, Zoggia».
(4 aprile 2017)

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