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Le Donne, acqua nel deserto: al centro Divers’età per la festa della donna

Le Donne, acqua nel deserto: al centro Divers’età per la festa della donna

Come tutti gli anni ho partecipato alla festa della donna, promossa dal Centro Divers’età di Baranzate. Anche quest’anno siamo riusciti ad avere un confronto vero sul tema della parità di genere, che deve rappresentare la sfida culturale più importante al fine di raggiungere una società più giusta. Durante questa legislatura abbiamo tracciato il percorso attraverso la ratifica

Come tutti gli anni ho partecipato alla festa della donna, promossa dal Centro Divers’età di Baranzate. Anche quest’anno siamo riusciti ad avere un confronto vero sul tema della parità di genere, che deve rappresentare la sfida culturale più importante al fine di raggiungere una società più giusta. Durante questa legislatura abbiamo tracciato il percorso attraverso la ratifica della Convenzione di Istanbul, che è proseguita col finanziamento ai centri anti-violenza e alla promozione del loro radicamento sul territorio, attuando misure concrete, che mirino inoltre alla prevenzione, protezione e punizione. C’è ancora molto da fare e noi, in qualità di Articolo 1 – Movimento democratico e progressista, riteniamo che si debbano investire più risorse, che ad oggi risultano inadeguate, vista la sfida che abbiamo di fronte, e facciamo appello al Governo, il quale  ha impegnato diverso tempo per individuare la delega alle Pari Opportunità, ad oggi mantenuta dalla Sottosegretaria Boschi, augurandoci che continui l’impegno per aumentare i fondi.

 

E’ stato bello riprendere le storie proposte nel libro “Le donne, acqua nel deserto” di Ketty Carraffa, che hanno come protagoniste donne che ce l’hanno fatta, nonostante tutto, ed è stato davvero toccante sentire la testimonianza diretta di Berdie, che ha avuto la forza di ribellarsi all’oppressione e alle violenze, per iniziare una nuova vita. Le istituzioni hanno il dovere di proteggere le donne che denunciano e anche di educare su un fenomeno che spesso sfocia nel femminicidio, che è quello dello stalking, così come ricordato dalla psicologa Veronica Petitt. Un piccolo segnale dalla periferia di Milano e da un gruppo di persone che tutti gli anni hanno la possibilità di confrontarsi su un tema così importante.

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