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La mia interpellanza urgente sul problema delle reggenze

La mia interpellanza urgente sul problema delle reggenze

Oggi in Aula, di fronte alla mia interpellanza urgente relativa al contenzioso riguardo il concorso per dirigente scolastico, in merito alla procedura di «sanatoria» introdotta nella legge n. 107 del 2015, ho ricevuto una risposta “burocratica” da parte del Sottosegretario Toccafondi. Avrei preferito una risposta “politica”, per conoscere quale sarà l’indirizzo che il Governo intenda seguire

Oggi in Aula, di fronte alla mia interpellanza urgente relativa al contenzioso riguardo il concorso per dirigente scolastico, in merito alla procedura di «sanatoria» introdotta nella legge n. 107 del 2015, ho ricevuto una risposta “burocratica” da parte del Sottosegretario Toccafondi. Avrei preferito una risposta “politica”, per conoscere quale sarà l’indirizzo che il Governo intenda seguire in merito. Sarebbe stato bello, infatti, sentire una forte presa di posizione su come il Governo intenda affrontare questo problema. Nessuna risposta concreta invece di fronte al tema delle reggenze. Non ho avuto risposta nemmeno rispetto agli emendamenti presentati sul decreto vaccini. Una cosa va chiarita: la legge n. 107 ha portato ad uno scontro epocale tra la politica e il mondo della Scuola, e tutto ciò è avvenuto per mano di un partito che sulla carta aveva posto il tema della Scuola al centro del suo programma, e che ha poi finito per tradire se stesso. Sono stati discriminati migliaia di docenti che avevano investito la propria vita nel mondo della Scuola con sudore e sacrifici. Questi si sono visti superati da chi invece non aveva maturato alcuna esperienza sul campo. Eppure quello che serviva era chiaro: una norma che fosse all’altezza delle sfide del futuro. Invece ripeto si è contribuito a rafforzare le disparità tra la scuola privilegiata del Nord e quella sfortunata del Sud, tra una Scuola di serie A e una di serie B. Questo perché si è agito con troppa fretta e superficialità. Adesso è arrivato il momento di ammettere che il Governo ha fallito, perché la “Buona Scuola”… non è buona affatto!

Qui sotto trovate i video dell’interpellanza e della mia replica, oltre che il testo dell’interpellanza.

 

  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che:
   il 21 giugno il Consiglio di Stato ha depositato un’ordinanza, la n.  3008 del 2017 con cui ha disposto la sospensione del giudizio e l’invio degli atti alla Corte Costituzionale, relativamente al contenzioso riguarda il concorso per dirigente scolastico, in merito alla procedura di «sanatoria» introdotta nella legge n.  107 del 2015 (cosiddetta «Buona scuola»);
   la legge n.  107 del 2015, aveva previsto una procedura riservata rivolta ad alcune categorie di concorrenti delle procedure concorsuali del 2004, 2006 e 2011, al fine di sanare la loro posizione, in seguito alla miriade di contenziosi avviati nel corso degli anni che avevano portato, tra l’altro, alla rinnovazione della procedura svolta in Sicilia nel 2004;
   in particolare, con la citata ordinanza, il Consiglio di Stato (sezione sesta) si è pronunciata sul ricorso presentato da dieci docenti catanesi avverso la procedura di cui al decreto n.  499 del 2015 del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
   si rammenta che la suddetta procedura, prevista dalla legge n.  107 del 2015 ha consentito ad un centinaio di professori siciliani rientranti nelle categorie di cui ai commi 87, 88, ed 89 dell’unico articolo della legge n.  107 del 2015, di partecipare nell’estate del 2015 ad un corso di formazione «ad hoc» per dirigenti scolastici;
   i docenti catanesi che hanno fatto ricorso hanno da sempre lamentato la «disparità di trattamento» subita dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Infatti, pur essendo anche loro interessati da un giudizio pendente parimenti ai colleghi di cui ai succitati commi della legge n.  107 del 2015, sono stati ugualmente esclusi dal sopracitato corso di formazione;
   il Ministero e l’ufficio scolastico regionale della Sicilia hanno motivato l’esclusione dei dieci professori, asserendo che il loro ricorso aveva per oggetto il corso per dirigenti scolastici del 2011 e non del 2004, come invece previsto dai suddetti commi 87, 88 ed 89 della legge sulla «Buona scuola»;
   tre sono i punti fondamentali che, a parere del Consiglio di Stato, sono rilevanti ai fini della questione di legittimità. Si legge infatti dall’ordinanza, che «La giurisprudenza di codesta Corte interpreta il requisito del “pubblico concorso” di cui all’articolo 97 comma 4 nel senso, che esso sia rispettato ove l’accesso al pubblico impiego avvenga per mezzo di una procedura con tre requisiti di massima, sui quali, fra le molte, C. cost. 24 giugno 2010 n.  225 e 13 novembre 2009 n.  293. In primo luogo, essa deve essere aperta, nel senso che vi possa partecipare il maggior numero possibile di cittadini. In secondo luogo, deve trattarsi di una procedura di tipo comparativo, volta cioè a selezionare i migliori fra gli aspiranti. Infine, deve trattarsi di una procedura congrua, nel senso che essa deve consentire di verificare che i candidati posseggano la professionalità necessaria a svolgere le mansioni caratteristiche, per tipologia e livello, del posto di ruolo che aspirano a ricoprire»;
   il collegio ha ritenuto, pertanto, non adeguata al contesto una procedura di reclutamento così ristretta, in quanto limita in modo irragionevole la possibilità di accesso dall’esterno;
   il Consiglio di Stato, sempre richiamando la sentenza n.  293 del 2009, ha pertanto affermato che tali limitazioni possono trovare giustificazione solo attraverso una «specifica necessità funzionale» dell’amministrazione o in virtù di «peculiari e straordinarie ragioni di interesse pubblico», cosa che nel caso di specie non è avvenuta in quanto «non integrano valide ragioni di interesse pubblico né l’esigenza di consolidare il precariato né quella di venire incontro a personali aspettative degli aspiranti» –:
   quali iniziative urgenti si intendano adottare per modificare la normativa vigente al fine di superare i rilievi mossi dall’ordinanza del Consiglio di Stato 3008/2017, e dare conseguentemente una risposta positiva alle istanze dei docenti ricorrenti di cui in premessa.
(2-01863)
«Cimbro, Nicchi, Bossa, Scotto, Laforgia, Roberta Agostini, Albini, Bersani, Franco Bordo, Capodicasa, D’Attorre, Duranti, Epifani, Fava, Ferrara, Folino, Fontanelli, Formisano, Fossati, Carlo Galli, Kronbichler, Leva, Martelli, Matarrelli, Melilla, Mognato, Murer, Giorgio Piccolo, Piras, Quaranta, Ragosta, Ricciatti, Rostan, Sannicandro, Speranza, Stumpo, Zaccagnini, Zaratti, Zoggia».

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