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Israele, violazioni della Convenzione di Ginevra, smantellamento di progetti umanitari finanziati anche dal Governo italiano da scongiurare

Israele, violazioni della Convenzione di Ginevra, smantellamento di progetti umanitari finanziati anche dal Governo italiano da scongiurare

Giovedì 9 marzo ho depositato un’interrogazione a risposta in Commissione Affari Esteri in merito ai trasferimenti forzosi operati dal Governo Israeliano di intere comunità beduine situate nell’area C della Cisgiordania, e le conseguenti demolizioni di tutti gli edifici presenti negli insediamenti, ivi comprese strutture costruite mediante progetti umanitari, anche finanziati dal Governo Italiano. Ultimo e

Giovedì 9 marzo ho depositato un’interrogazione a risposta in Commissione Affari Esteri in merito ai trasferimenti forzosi operati dal Governo Israeliano di intere comunità beduine situate nell’area C della Cisgiordania, e le conseguenti demolizioni di tutti gli edifici presenti negli insediamenti, ivi comprese strutture costruite mediante progetti umanitari, anche finanziati dal Governo Italiano. Ultimo e grave episodio è l’ingiunzione di demolizione dell’insediamento di Khan Al Ahmar, prevista per questa domenica 12 Marzo, e della scuola di Gomme, realizzata dall’ONG italiana Vento di Terra, con il supporto del Governo Italiano, della Cooperazione Belga, delle agenzie delle Nazioni Unite e della Conferenza Episcopale Italiana. Questa scuola è attualmente frequentata da 178 bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni. I trasferimenti forzosi violano apertamente l’articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra, e nonostante i ripetuti tentativi da parte di ONU, diplomazia UE ed USA, nonché diplomazia locale, il processo pare non arrestarsi. Ho chiesto dunque al Governo quali iniziative abbia intenzione di mettere in atto per scongiurare questa inaccettabile violazione della Convenzione di Ginevra, nonché dei diritti umani e in particolare dei diritti del fanciullo.

Qui sotto trovate il testo integrale dell’interrogazione

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10802

presentato da

CIMBRO Eleonora

testo di

Giovedì 9 marzo 2017, seduta n. 756

CIMBRO, MARTELLI, CARLO GALLI, MURER, FOSSATI, PIRAS, FONTANELLI e DURANTI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che:
è noto come il Governo Israeliano stia procedendo rapidamente e in maniera preoccupante con piani di trasferimento forzoso di 46 comunità beduine dalla cosiddetta area C, seguendo, di fatto, il piano E1 di sviluppo urbanistico del 1995 concepito da Yitzhak Rabin, per creare una cerniera di congiunzione tra l’insediamento di Ma’ale Adumim e Gerusalemme. Tale piano è stato fortemente voluto da Netanyahu, e formalmente sospeso a seguito delle proteste della comunità internazionale, in quanto vedrebbe l’ulteriore scollamento tra Gerusalemme dalla Cisgiordania, e la conseguente divisione delle comunità palestinesi le une dalle altre;
il processo di trasferimento delle comunità ha subito un’accelerazione attraverso l’ottenimento di permessi di costruzione nel reinsediamento israeliano di Al Jabal, provocando la demolizione dei siti di numerose comunità limitrofe tra il 2015 e il 2016. Si fa presente, inoltre, che a gennaio 2017 è stato discusso dal comitato ministeriale israeliano per gli affari legislativi, un disegno di legge per annettere l’insediamento illegale di Ma’ale Adumim a Israele, primo passo per la successiva presentazione e approvazione del progetto nelle aule del Parlamento;
la politica dei piani di trasferimento forzoso ha comportato l’emissione di ordini di demolizione di tutte le strutture delle comunità interessate, ivi comprese quelle costruite mediante programmi umanitari finanziati dal Governo italiano, inclusa la Scuola di Gomme, costruita dalla ONG italiana Vento di Terra con il supporto del Governo Italiano, della Cooperazione Belga, delle agenzie delle Nazioni Unite e della Conferenza Episcopale Italiana, frequentata attualmente da 178 bambini di età compresa dai 6 ai 12 anni. L’intenzione di demolizione è stata manifestata dal Governo israeliano già nel mese di settembre 2016. Risultano a rischio anche altri progetti italiani, come quello di Oxfam, che offre strutture di sostegno per donne produttrici della filiera lattiero-casearia;
l’ultima settimana di febbraio le autorità israeliane sono penetrate, con esercito e forze dell’ordine, nel villaggio di Khan Al Ahmar Khan Al Ahmar-Abu Helu nel territorio occupato palestinese, ingiungendo il trasferimento forzoso di 130 persone, la metà dei quali sono bambini, al quale seguiranno le relative demolizioni di tutte le strutture presenti nella comunità. In questa occasione agli alunni della già citata scuola di Gomme è stato impedito l’accesso. L’ordine di esecuzione dovrebbe essere espletato proprio domenica 12 marzo. A nulla sono valsi finora i significativi sforzi diplomatici locali e dell’Unione Europea per evitare l’esecuzione dell’ordine;
analogo è il caso di Susiya, insediamento di 340 persone, la cui demolizione, rimandata per molti anni grazie all’intervento di Unione europea e Stati Uniti, ora rischia concretamente di essere messa in pratica. A seguito di una recente visita a Susiya, il Ministro della difesa israeliano ha infatti garantito ai residenti israeliani che gli ordini di demolizione sarebbero stati eseguiti;
il trasferimento forzoso di comunità senza il consenso libero e informato, come da numerosi avvertimenti dell’ONU, viola apertamente l’articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra, ove si legge: «I trasferimenti forzati, in massa o individuali, come pure le deportazioni di persone protette, fuori del territorio occupato e a destinazione del territorio della Potenza occupante o di quello di qualsiasi altro Stato, occupato o no, sono vietati, qualunque ne sia il motivo» –:
quali iniziative urgenti di competenza il Governo abbia intenzione di mettere in atto per scongiurare questa grave violazione della Convenzione di Ginevra, nonché dei diritti umani, e in particolare dei diritti del fanciullo. (5-10802)

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