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Intimidazioni da gruppo neonazista a Paolo Berizzi: presentata interpellanza urgente

Intimidazioni da gruppo neonazista a Paolo Berizzi: presentata interpellanza urgente

Ho presentato un’interpellanza urgente a seguito dell’ennesimo grave atto intimidatorio che ha colpito Paolo Berizzi, inviato di Repubblica. Gli insulti e le offese ai danni del cronista vanno avanti ormai da tempo, attraverso il web. Nei giorni scorsi, però, si è andati un po’ oltre, con la vettura di Berizzi, parcheggiata sotto la sua casa in

Ho presentato un’interpellanza urgente a seguito dell’ennesimo grave atto intimidatorio che ha colpito Paolo Berizzi, inviato di Repubblica. Gli insulti e le offese ai danni del cronista vanno avanti ormai da tempo, attraverso il web. Nei giorni scorsi, però, si è andati un po’ oltre, con la vettura di Berizzi, parcheggiata sotto la sua casa in centro a Bergamo, vandalizzata da personaggi facenti parte dei Do.Ra., la Comunità dei Raggi Dorati di Caidate (Varese), definita in un articolo dello stesso Berizzi “la più grande comunità nazionalsocialista d’Italia”, i quali hanno inciso un crocifisso sul cofano, una svastica su una delle portiere e un simbolo delle SS su un’altra. Nell’esprimere tutta la mia solidarietà a Paolo, ho chiesto provvedimenti immediati dopo che il Ministero dell’Interno ha disposto misure di protezione nei suoi confronti, nella speranza che quanto accaduto sia sufficiente per intervenire e sciogliere il gruppo neonazista, in accordo coi principi costituzionali, con la legge Scelba e la legge Mancino. Bisogna mandare un segnale forte, al fine di  fermare l’avanzata delle nuove destre nazifasciste nel nostro Paese.

Qui sotto trovate il testo integrale della mia interpellanza urgente:

Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01750

presentato da

CIMBRO Eleonora

testo di

Martedì 4 aprile 2017, seduta n. 773

  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell’interno, per sapere – premesso che:
il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, da sempre attento ai movimenti neonazisti operanti in Lombardia, già vittima in passato di diverse minacce tramite il web, ha subito un ulteriore e gravissimo atto intimidatorio: qualche giorno fa la sua auto, che si trovava sotto la sua abitazione nel centro di Bergamo, è stata presa di mira da un gruppo di persone, appartenenti ad un gruppo neonazista sul quale l’inviato di Repubblica sta svolgendo inchieste da anni. Questi vandali hanno inciso diversi simboli sulla carrozzeria: un crocifisso sul cofano, una svastica su una delle portiere e un simbolo delle SS su un’altra. Dopo una serie di esposti alla procura di Varese, il cronista ha scelto questa volta di rivolgersi alla questura bergamasca per denunciare l’accaduto. Il caso è stato analizzato dal comitato di prevenzione e sorveglianza della prefettura di Bergamo che ha deciso per la sorveglianza dinamica nei confronti di Berizzi. Agenti di polizia controlleranno la sua abitazione e i luoghi che frequenterà. Della vicenda si sta occupando la Digos bergamasca, che sta cercando di individuare i colpevoli;
già nel 2013 Berizzi, aveva ricevuto una serie di minacce da parte degli ultrà varesini «Arditi 2012», dichiaratamente di estrema destra e collegati con i « Blood and Honour» che seguono anch’essi il Varese Calcio. Quest’ultimi gli avevano dedicato un grande striscione, definendo Berizzi «un infame». Lo striscione, esposto in curva, era stato accompagnato da una serie di cori e insulti. La colpa del cronista era quella di aver pubblicato, il giorno precedente, un articolo on line dedicato ad un capo ultrà dei Varese. Si raccontava la storia di Gjoni Landi, 39 anni, albanese di Tale, capo degli «Arditi» e tra i leader dei « Blood and Honour», entrambi gruppi xenofobi e neonazisti. Nel dicembre 2016, inoltre, Berizzi aveva parlato su Repubblica dei Do. Ra., acronimo della comunità militante dei dodici raggi, che si rifà al sole nero, simbolo del castello di Wewelsburg, sede operativa delle SS. I Do.Ra., infatti, sono la più organizzata comunità nazionalsocialista operante al momento in Italia;
da diversi anni, Paolo Berizzi, attraverso servizi e inchieste, si occupa e racconta l’estremismo politico di destra, con le sue derivazioni xenofobe e violente. Non si è mai fermato di fronte alle minacce, così come siamo certi non si fermerà ora. Non saranno volgari e vigliacche provocazioni ad impedire il suo lavoro giornalistico;
nell’esprimere la solidarietà degli interpellanti a Paolo Berizzi, che si aggiunge a quella di molti altri colleghi deputati, del Comitato di redazione di Repubblica, e della Federazione nazionale stampa italiana, si intende riportare in questa sede, richiesta del segretario generale e del presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, i quali hanno chiesto provvedimenti immediati dopo che il Ministero dell’Interno ha disposto misure di protezione nei confronti del cronista, nella speranza che quanto accaduto sia sufficiente per intervenire e sciogliere il gruppo neonazista, in accordo coi principi costituzionali, con la legge n. 645 del 1952, la cosiddetta «legge Scelba» e la legge n. 205 del 1993, la cosiddetta «legge Mancino» –:
se il Governo sia a conoscenza della situazione sopra esposta e quali iniziative abbia in concreto attuato e quali intenda intraprendere, per quanto di competenza, al fine di evitare che nel prossimo futuro non si ripetano i gravissimi fatti esposti in premessa;
quali iniziative di competenza si intendano assumere per assicurare il rispetto della legalità e del valori e dei principi affermati nella Costituzione e impedire che il nostro Paese divenga ancor di più luogo fertile per l’insediamento di realtà di ispirazione fascista, xenofoba e razzista;
quali iniziative urgenti intenda assumere il Governo per prevenire l’esponenziale crescita di realtà di ispirazione neofascista, xenofoba e razzista, nelle provincie lombarde e se non intenda adottare iniziative specifiche per prevenire, per quanto di competenza, che in futuro si organizzino raduni di organizzazioni nazifasciste come avvenuto nel recente passato;
quali iniziative di competenza si intendano assumere affinché venga applicata rigorosamente la legislazione vigente in materia, in particolare la cosiddetta «legge Scelba» e la cosiddetta legge «Mancino».
(2-01750) «Cimbro, Carlo Galli, Fitzgerald Nissoli, Marzano, Giuseppe Guerini, Schirò, Fossati, Gandolfi, Pastorino, Rubinato, Zaccagnini, Lacquaniti, Andrea Maestri, La Marca, Capozzolo, Carnevali, Simonetti, Fontanelli, Luciano Agostini, Rabino, Locatelli, Franco Bordo, Piras, Albini, Martelli, Zappulla, Capodicasa, Giorgio Piccolo, Formisano, Mognato, Melilla, D’Attorre, Zoggia».

 

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