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Interrogazione per i dirigenti scolastici: il Ministero intervenga

Interrogazione per i dirigenti scolastici: il Ministero intervenga

Dopo anni passati nella più totale incertezza, fra ricorsi al TAR, prove annullate, sostenute di nuovo, e ancora annullate per irregolarità di ogni specie, chiediamo al Ministero di intervenire in questa non più sostenibile, e indecorosa, situazione, dando una chiara e definitiva risposta al problema.

Il Governo, attraverso la Buona Scuola, ha tentato di dare una soluzione definitiva e organica all’ingente e pluriennale contenzioso che ha investito le passate procedure concorsuali per il reclutamento dei dirigenti scolastici del nostro Paese; purtroppo molte criticità permangono; e nuovi contenziosi, a fronte proprio di quest’ultima, imperfetta sanatoria, rischiano di aggiungersi.

La situazione è particolarmente delicata, in particolare, per i centinaia di ricorrenti che hanno partecipato al concorso del 2011; ricorrenti che sono stati infatti esclusi dall’ultimo provvedimento governativo.

Dopo anni passati nella più totale incertezza, fra ricorsi al TAR, prove annullate, sostenute di nuovo, e ancora annullate per irregolarità di ogni specie, chiediamo al Ministero di intervenire in questa non più sostenibile, e indecorosa, situazione, dando una chiara e definitiva risposta al problema.

Di seguito il testo dell’atto:

Interrogazione a risposta in Commissione

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

nonostante l’intervento normativo del Governo che ha, mediante la legge del 13 luglio 2015, n. 107, tentato di dare una soluzione definitiva e organica all’ingente e pluriennale contenzioso che ha investito determinate procedure concorsuali per il reclutamento dei dirigenti scolastici del nostro Paese, permangono ancora numerose criticità connesse al concorso di cui al decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4a serie speciale – n. 56 del 3 luglio 2011;

venendo al dettaglio normativo, con il comma 87 dell’articolo 1 la legge menzionata intende sanare i numerosi contenziosi pendenti coprendo, al contempo, la disponibilità dei posti vacanti e limitando le possibili conseguenze economiche legate alla prosecuzione dei numerosi contenziosi in essere: vengono perciò “definite le modalità di svolgimento di un corso intensivo di formazione e della relativa prova scritta finale, volto all’immissione dei soggetti di cui al comma 88 nei ruoli dei dirigenti scolastici”;

nel successivo comma 88, sono poi individuate le categorie di partecipanti alle quali è rivolta la sanatoria; in particolare questa riguarda “a) i soggetti già vincitori ovvero utilmente collocati nelle graduatorie ovvero che abbiano superato positivamente tutte le fasi di procedure concorsuali successivamente annullate in sede giurisdizionale, relative al concorso per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici indetto con decreto direttoriale (…) 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011; b) i soggetti che abbiano avuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio ovvero non abbiano avuto, alla data di entrata in vigore della presente legge, alcuna sentenza definitiva, nell’ambito del contenzioso riferito ai concorsi per dirigente scolastico di cui al decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004, e al decreto del Ministro della pubblica istruzione 3 ottobre 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 76 del 6 ottobre 2006, ovvero avverso la rinnovazione della procedura concorsuale ai sensi della legge 3 dicembre 2010, n. 202”;

con decreto ministeriale n. 499 del 2015 sono fissate infine le disposizioni sulle modalità di svolgimento di un corso intensivo di formazione, e della relativa prova scritta finale, per l’inserimento nei ruoli dirigenziali dei possessori dei requisiti previsti dal citato comma 88;

da tale procedura concorsuale sono stati esclusi però tutti coloro i quali hanno un contenzioso ancora pendente avverso il concorso bandito nel 2011. Sono invece stati inclusi coloro i quali hanno superato tutte le fasi del medesimo concorso, annullato in sede giurisdizionale. Risultano altresì inclusi tutti coloro i quali hanno un contenzioso aperto riguardante le prove del 2004 e del 2006;

si è creata un’evidente disparità di trattamento nei confronti di soggetti che si trovano nelle medesime condizioni: ossia candidati che hanno contenziosi ancora pendenti per concorsi effettuati in anni differenti ed un pregiudizio a danno di chi ha presentato ricorso per il concorso del 2011. Questo fatto ha generato e sta generando ulteriori ricorsi, questa volta avverso i citati provvedimenti normativi;

si segnalano, inoltre, ulteriori disparità di trattamento in base alle decisioni assunte dalle diverse Regioni sulla base dell’interpretazione che viene data alle disposizioni normative, anche in ordine alle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali di sanatoria. Gli eventuali aventi diritto all’inclusione aumentano in alcuni casi considerevolmente ed inspiegabilmente con conseguente indizione di ulteriori corsi di formazione volti all’immissione in ruolo di nuovi dirigenti scolastici. Ne consegue che alcune Regioni stanno immettendo in ruolo numerosi dirigenti scolastici che vanno a coprire ruoli in regioni diverse;

è utile e doveroso osservare più da vicino le vicissitudini recenti dei partecipanti al concorso del 2011; vicissitudini che possono essere esemplificative dell’incertezza del quadro generale nazionale: in Lombardia, il concorso del 2011 è stato annullato, unicum in Italia, due volte, con conseguente ribaltamento di molti fra i risultati della prima correzione. Un centinaio di promossi sono stati bocciati e successivamente ripescati o meglio sanati, con la legge 107 mentre, al contrario, duecento bocciati sono stati nella seconda correzione promossi, e sono tuttora Dirigenti. Attualmente il concorso lombardo attende ancora altre sentenze del Consiglio di Stato chiamato ad esprimersi nel merito già il prossimo novembre. La condizione dei quarantotto ricorrenti non differisce dunque dai “sanati” prima menzionati;

passando al caso campano, e procedendo per sommi capi: il concorso in questione è stato più volte interrotto per presunte gravi irregolarità, tuttora al vaglio della magistratura; e già durante la prova preselettiva erano emerse irregolarità sia nella procedura sia nel contenuto degli stessi test. Allo stato attuale, dopo ulteriori, diverse e alterne vicissitudini, i promossi non sono stati inseriti nella graduatoria di merito del Concorso, e risultano ugualmente esclusi nel provvedimento previsto dalla legge 107 del 2015;

venti ricorrenti in Sardegna, cinquanta in Puglia, e trecento in Sicilia, sono ancora in attesa, da oltre tre anni, della sentenze di primo grado o secondo grado – :

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione creatasi con l’attuazione della legge n. 107 del 2015 e con il successivo decreto ministeriale n. 499 del 2015;

se il Ministro non intenda valutare la possibilità e l’opportunità di promuovere interventi tesi a dare risposte ai contenziosi ancora in corso anche, ove si ravvisi la necessità ed opportunità, attuando le disposizioni di cui al comma 88 dell’articolo 1 della legge n. 107 del 13 luglio 2015.

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