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Depositata la mia Interrogazione al Ministro dell’Istruzione sul problema del numero chiuso nelle università

Depositata la mia Interrogazione al Ministro dell’Istruzione sul problema del numero chiuso nelle università

Noi di Articolo1-Mdp abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per chiedere conto della vicenda del numero chiuso nelle università e per garantire quest’anno, ma anche in futuro, una maggiore trasparenza e soprattutto un allargamento della platea degli studenti per accedere alle università. Riteniamo che il numero chiuso debba essere corretto e da parte

Noi di Articolo1-Mdp abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per chiedere conto della vicenda del numero chiuso nelle università e per garantire quest’anno, ma anche in futuro, una maggiore trasparenza e soprattutto un allargamento della platea degli studenti per accedere alle università. Riteniamo che il numero chiuso debba essere corretto e da parte nostra c’è la massima disponibilità a collaborare con l’UDU affinché sia garantito il diritto sacrosanto allo studio.

 

Qui trovate il testo integrale dell’interrogazione:

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Per sapere – premesso che:
sin dalla entrata in vigore del “Regolamento recante norme in materia di accessi all’istruzione universitaria e di connesse attività di orientamento”, introdotto con il Decreto ministeriale 21 luglio 1997, n. 245, la selezione attraverso quiz con domande a risposta multipla ha evidenziato i limiti della programmazione a livello nazionale degli accessi ai corsi universitari, non garantendo l’accesso ai più meritevoli;
l’eterogeneità delle modalità effettive di svolgimento delle prove nei vari atenei, spesso, non ha garantito la correttezza e la trasparenza delle procedure determinando un aumento elevato di denunce di irregolarità nei test di ingresso svolti nelle varie sedi ma con graduatoria unica a livello nazionale, inoltre, la ridotta determinazione dei posti disponibili rispetto alle effettive capacità ricettive degli atenei, unitamente ad una ulteriore riduzione in base ad un non ben chiaro fabbisogno produttivo del paese, hanno escluso molti studenti, pur meritevoli, di iscriversi a tali corsi;
negli anni si è cercato di sanare situazioni di ingiustizia sia con provvedimenti degli organi della Giustizia amministrativa: è di pochi giorni fa la decisione del Tar del Lazio di accogliere il ricorso inoltrato a fine luglio dall’associazione degli studenti Udu (Unione degli studenti) contro la decisione dell’Università Statale di Milano di fissare delle quote per l’iscrizione alle facoltà di lettere, filosofia, storia, beni culturali e geografia, sia attraverso l’emanazione delle leggi 14/1999, 264/1999, 133/2001, 288/2004; –

se il Ministro interrogato non reputi opportuna l’introduzione di un sistema selettivo maggiormente equilibrato e, per il presente anno accademico, l’emanazione di un provvedimento finalizzato all’allargamento della platea degli studenti che si potranno iscrivere ai corsi di laurea ad accesso programmato, quantomeno per quanti adiranno gli organi della Giustizia Amministrativa a tale scopo.

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